IN-ES (Nido) (2012-2015)

Il lavoro, posizionato su un masso ciclopico proveniente dalla frana di Corniolo, si inserisce perfettamente nell’ambiente fluviale circostante: un grande nido bronzeo costituito da tanti piccoli rami in cui sono “imprigionati” quegli elementi simbolici che rappresentano la cifra distintiva di Maraniello. Il nido è una sorta di scrigno che custodisce il mondo del mito, delle leggende fondative del nostro immaginario ancestrale. Ecco il centauro, metà uomo metà cavallo, che lotta con la freccia che è la sua stessa coda (sagitta in cauda), simbolo del conflitto tra ragione e istinto.

Il centauro svetta all’estremità di una lunga lancia, qua e là anfore, ciotole e vasi e, a ben cercare, minuscole figure antropomorfe che sembra volersi nascondere dagli sguardi indiscreti di colui che osserva. In una di queste l’artista ha forse voluto rappresentare se stesso e la chiave della sua ricerca artistica incentrata sulla memoria classica e illuminata da una visionarietà mitologica. Il titolo “IN-ES” rimanda al respiro, ai singoli atti di inspirare e espirare, in apparenza contrapposti ma in realtà connessi in modo inscindibile, sull’equilibrio dei quali si basa la vita stessa.

Biografia dell’artista

Giuseppe Maraniello (Napoli, 1945)

Napoletano per nascita e formazione, nel 1971 si trasferisce a Milano. Nel capoluogo lombardo entra in contatto con artisti e galleristi dai quali sarà influenzato ad indirizzarsi verso il linguaggio fotografico. Solo successivamente, dalla fine degli anni '70, emergerà un approccio sempre più risoluto, abbandonando la fotografia a favore della pittura e, in generale, dei linguaggi tradizionali dell'arte, come anche quello della scultura, con un atteggiamento che lo porterà presto a realizzare opere e forme ancestrali, interpretate secondo un linguaggio plastico primordiale. Nel 1980 Giuseppe Maraniello entra a far parte del movimento artistico italiano i Nuovi-nuovi così denominato in occasione di una mostra curata dal critico d'arte Renato Barilli presso la Galleria d'arte moderna di Bologna.

Dagli anni ottanta in poi comincia un'ininterrotta sequenza di personali e collettive italiane ed estere. Nel 1989 diviene titolare di una cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti e, dopo Lecce e Bologna, nel 1991 viene trasferito all'Accademia di Brera di Milano, dove insegna fine al 2003. Vive e lavora a Milano. Partecipa alla Biennale d'Arte di Venezia del 1990 e nello stesso anno espone a Barcellona, Madrid e a Darmstadt. Nel 2008 gli viene assegnato il "Premio per la pittura scultura e arte elettronica Guglielmo Marconi 2008" promosso dall'Università degli studi di Bologna, Fondazione Guglielmo Marconi. (nota biografica di Sara Liuzzi, 2017)

Partecipazione al Premio Campigna

La 56^ edizione del Premio Campigna è data divisa in due sezioni: una nel 2014, con una mostra di opere con opere scultoree e pittoriche dell’artista dal titolo “Maraniello a Santa Sofia” ed un’altra nel giugno 2015 con l’installazione di “IN-ES (Nido)”.

Maraniello era stato inserito nella rosa di undici artisti individuati da Renato Barilli e Claudio Spadoni per il costituendo Parco di sculture all’aperto.

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