Palazzo Mortani - Giorgi

Davvero poche sono le notizie storiche a noi giunte su questo palazzo se paragonate all’importanza storica, artistica ed urbanistica che esso ha per Santa Sofia. Unica data certa è il 1670, riportata su un episodio mitologico nelle volte del salone del primo piano e che dovrebbe attestare la fine dei lavori di costruzione dell’edificio. Le forme attuali del palazzo non risalgono oltre la fine del XVII sec. con molte decorazioni ed ampi restauri realizzati XIX sec., resi spesso necessari dopo i terremoti. Gli elementi stilistici del palazzo sono tardo-barocchi: il prospetto sulla piazza e quello sul parco (che forse fu la facciata principale più antica, come dimostrerebbe la doppia scalinata che immetteva su una vecchia strada) sono caratterizzati da tipologie molto diverse di finestra, dalla più rinascimentale a quella più barocca, ma il palazzo si sviluppa comunque in modo unitario e composto senza mai trasgredire alla simmetria.

L’interno presenta una decorazione pittorica ricca che ha il suo fulcro nel salone del piano terra e in quello al primo piano (ovvero il salone del piano nobile, dotato anche di un ballatoio e di nicchie con statue classiche in gesso). La decorazione attuale degli ambienti, investita come tutto il resto del palazzo da un grande restauro nel 1981, si presenta di gusto neoclassico. Degna di nota è una loggetta con episodi danteschi (rara iconografia in Romagna).

Annessa al palazzo, sulla sinistra della facciata principale (dove oggi si trovano l’Ostello e un’ampia sala congressi) si trovava una grande filanda: l’industria della seta aveva un peso rilevantissimo nell’economia santasofiese fino agli anni ‘70 del secolo scorso, con parecchie filande funzionanti che assorbivano manodopera locale.

Filande e produzione di seta

La documentazione sull’allevamento del baco da seta a Santa Sofia risale al XIX secolo. La prima che ad essere istituita fu quella del Sig.Cancelli seguita poi da quella più grande della famiglia Giorgi. Qui trovarono impiego molte donne che contribuirono così a migliorare la situazione economica delle proprie famiglie quasi sempre vincolate ad un’agricoltura di sussistenza poco redditizia.

Sull’esempio di queste prime filande, altri opifici vennero realizzati da Angelo Baldoni, Luigi Berti ,Vito Morelli e Filippo Pagani. Questo fenomeno, che di sicuro migliorò la situazione economica della comunità del paese, si colloca in un più ampio contesto di sviluppo che coinvolse tramite la coltura del baco da seta tutta la Romagna in misure differenti.

Parco della Resistenza (Ex Parco Giorgi)

Vede la sua realizzazione nel XVIII secolo come parco privato della famiglia nobile Mortani Giorgi. Ignoto l’autore del disegno, si pensa al giardiniere di famiglia o ad un componente di essa. Nel XVIII sec. il parco probabilmente era diviso in due parti: la parte alta adibita a bosco e la parte bassa, quella adiacente al palazzo, come vero e proprio giardino a forma regolare con aiuole di graminacee miste e al centro una Magnolia Grandiflora, attorno alla quale svettavano quattro alberi in simmetria a formare un quadrato.

L’imponente muro di cinta in muratura a secco risale alla fine dell’Ottocento quando la famiglia decise di delimitare l’area di pertinenza della filanda posta dove ora è collocata la biblioteca. Nei primi anni del Novecento al parco si addossò una stecca di edifici e il grande ospedale Nefetti sulla destra. I viali interni presentano il disegno originario e gli imponenti alberi hanno storia centenaria. Il Parco, insieme al Palazzo Giorgi e ad alcuni fabbricati minori, è bene tutelato (ai sensi degli artt. 2 e 10 del D.Lgs. 42/2004) da Decreto Ministeriale (29/03/1991), Decreto Ministeriale (14/04/1982).

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Archivio Giovanni Valbonesi
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