Sotto l’albero del ginkgo (2001)

Misteriosa e poetica opera del giapponese Hidetoshi Nagasawa, costituita da uno scheletro di un cubo in calcare, quasi completamente interrato, che contiene un poliedro in rosso di Verona. In origine il lavoro si trovava sotto il secolare ginkgo biloba (albero evocativo della cultura giapponese) situato nella parte inferiore del parco Giorgi, successivamente è stato rimosso e verrà reinterrato in un altro luogo del parco, individuato dall’artista stesso, ed in cui è stato piantato un altro piccolo ginkgo.

Il tema cui l'artista dà voce è il nascondimento: seppellimento, mancanza, sguardo che si fa dirottare verso un conturbante altrove, questi sono alcuni dei temi che hanno guidato l'avventura artistica di Nagasawa, quasi a dirci che l’importante non è nel visibile ma in altro luogo; grande monito ad una società contemporanea fatta di visibilità portata all’estremo. L’opera invita lo spettatore ad interagire con essa, a sedersi, a meditare, a cogliere l’armonia della natura e degli elementi che ci circondano.

Biografia dell’artista

Hidetoshi Nagasawa (Tonei, Manciuria, 1940 – Milano, 2018)

Nagasawa nacque in un piccolo villaggio della Manciuria, ma durante la Seconda Guerra mondiale la sua famiglia fu costretta a fuggire in Giappone. Questo viaggio è un’esperienza determinante nella vita dell’artista tanto da influenzarlo nella produzione artistica attraverso il tema della barca e dello stesso viaggio. Studia a Tokyo progettazione d’interni e durante questi anni di studio si avvicina all’arte, entrando in contatto con gruppi d’avanguardia come Neo-Dada ed in particolar modo scoprendo l’attività del gruppo Gutai. Nel 967, a seguito di un lungo viaggio verso l’Occidente, si stabilisce a Milano, dove entra in contatto con vari artisti con i quali stringe un legame intellettuale ed artistico.

In questo periodo la sua produzione è legata al cencettualismo, passando dai video alle parole, concepite come elemento visivo, incise su lastre metalliche. Dagli anni Settanta si avvicina alla scultura con opere che fondono elementi della cultura Orientale di origine e Occidentale d’adozione. Negli anni Ottanta realizza opere enormi e nel decennio successivo porrà al centro della sua poetica il giardino ed il recinto. Espone in tutto il mondo e partecipa a numerose edizioni di Biennali di Venezia (1972, 1976, 1982, 1988, 1993, ecc.), nel 1992 partecipa a Documenta di Kassel, Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (2006), Biennale di Parigi (1973). (Nota biografica di Sara Liuzzi, 2017)

Partecipazione al Premio Campigna

Nel 2001 (45^ edizione del Premio Campigna) Nagasava realizza l’opera “Sotto l’albero del ginkgo”. Prima della messa in opera, l’artista ha proposto al Comitato di gestione del Premio altri tre progetti, fra cui una cancellata posta sui muretti che chiudono la piccola corte davanti alla sede dell’Ostello.

Contemporaneamente al taglio del nastro della scultura viene aperta una mostra con fotografie, progetti che ripercorrono l’evoluzione artistica del maestro e il video che documenta le fasi di interramento. Nel dicembre del 2010 Nagasawa è ritornato a Santa Sofia per individuare una nuova collocazione del suo lavoro, dissotterato nello stesso anno. L’artista era stato già stato individuato nella 32^ edizione del Premio Campigna del 1992.

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